“Social Street”: dal virtuale al reale, dove i vicini di casa si aiutano tra di loro

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Diventare famosi per un progetto che ha l’obiettivo di far socializzare i vicini di un quartiere, passando dal virtuale al reale, facendoli incontrare e moltiplicare tutto ciò per 200 volte, in altrettante strade di una sessantina di città italiane, è sicuramente una bella soddisfazione per Federico Bastiani, fondatore di Social Street, un’idea straordinaria che sta cambiando la qualità del modo di vivere dei cittadini italiani e non solo.

Dal virtuale al reale”: questo è lo slogan di Social Street, che vuole aiutare le persone ad instaurare un rapporto di fiducia tra loro e d’ora in poi, suonare al dirimpettaio per un uovo o lo zucchero che manca, non rischia più di essere inteso come un’invadenza. Quando si vive in una grande città si perdono i punti di riferimento, ognuno si fa i fatti propri al di là di un secco “Buongiorno” o “Buonasera”, a volte neppure quello.
Ad alcuni sta bene ma, visto il successo dilagante delle social street, alla maggior parte no. Ed è proprio per questo motivo che Federico Bastiani, giornalista e papà residente a Bologna, per far diventarte il quartiere come una risorsa e un punto d’appoggio per il vicinato, per fare in modo che il proprio bimbo potesse crescere giocando con altri bambini, ha avuto l’idea di far conoscere i vicini di casa attraverso i social media.

 

Via Fondazza a Bologna – la social street pioniera in Italia

Federico ha così creato un gruppo all’interno di Facebook aperto a tutti coloro che abitano in via Fondazza a Bologna, che fino a poco tempo fa rimaneva una delle tante affascinanti via di Bologna con i portici mentre oggi, non è soltanto una delle vie più famose d’Italia ma è anche la social street più famosa, con più di 800 cittadini iscritti, che si aiutano a vicenda, collaborano, condividono insieme conoscenze ed esperienze. E Federico non si è dimenticato di coinvolgere le persone meno tecnologiche, stampando dei volantini in modo da coinvolgere l’intera comunità di via Fondazza, compresi alcuni pensionati che hanno molto tempo libero e tanta voglia di aiutare il quartiere.

 

Il motore di tutto è la voglia di conoscersi, aprirsi

La gente ritrova il piacere di socializzare “face to face”, dare fiducia all’altro e farsi dei favori, riprendendo sotto certi aspetti anche il concetto della banca del tempo ma più libera e con meno vincoli.  C’è chi si è messo a disposizione dei vicini di casa più anziani e porta loro la spesa, chi si offre come baby o dog-sitter in caso di necessità, chi offre ripetizioni ai bambini che vanno a scuola, chi chiede aiuto a risolvere piccoli problemi di manutenzione casalinga. Ci sono incontri di bookcrossing e serate/eventi in case “aperte” al vicinato.

“Tre mesi fa non si conoscevano, adesso s’invitano ad entrare a casa senza timore i vicini. Nascono nuove idee di socialità di giorno in giorno. C’è sempre qualcosa da organizzare”, racconta uno degli amministratori dei residenti di via Maiocchi – a Milano, che si occupano di promuovere la social street del quartiere omonimo. “Se ho bisogno di qualcosa chiamo i miei vicini. Se scendo a prendere una birra, invito anche gli altri ad unirsi. A volte non mi ricordo immediatamente i loro nomi e cognomi, di alcuni non so la storia personale, ma li riconosco perché hanno partecipato alle iniziative, perché sono stata nelle loro case. Se conosci le persone attorno a te sai di avere sempre dei punti di riferimento, per qualsiasi cosa”.
La social street insomma rende più semplice la vita. E fa sentire più sicuri, diminuisce la diffidenza e crea un vero network di aiuto reciproco.

 

Un fenomeno che contagia l’Italia e non solo

Ormai ne parlano tutti, tant’è vero che sono stati in moltissimi a scrivere a Federico Bastiani per sapere come dare vita a delle social street nelle proprie città. Da Bologna, a Milano, da Firenze a Napoli, le social street sono dilagate in Italia e anche all’estero:  complice un servizio televisivo apparso su Rai International, stanno nascendo social street anche in Croazia, Cile, Olanda e Nuova Zelanda. E sono sbarcate come case history all’ultima edizione della Social Media Week a Milano del 2014.
Per sapere se nella vostra città ed in particolare nella zona in cui abitate i cittadini si sono organizzati per creare una comunità social street, potete consultare il sito ufficiale – Social Street Italia, dove potete trovate tutte le news, l’elenco delle città e delle vie coinvolte nel progetto, le linee guida e il regolamento per sostenere ed organizzare al meglio questa forma sociale di successo.

Il progetto ci piace molto, anche perché è tutto volontariato ed è una occasione preziosa che la Rete offre per non farci dimenticare il valore e la qualità incomparabile del tempo dedicato alle relazioni umane. Anziché farlo sul social network, si è portato il social network in strada.

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